Project Description

Ricordi Sparsi di Fulvio Boccitto

Presentazione

Estati in cui ci si divertiva con un pallone spelacchiato, con una bici rattoppata, con un bastone appuntito, con un mazzo di carte consunte, e con sfrenata fantasia; tempi in cui si passava a chiamare gli amici a casa, l’unica tv era un soprammobile in sala, il gelato era il ghiacciolo, il videogioco era un flipper malandato, e i giorni non avevano né un nome, né un numero…… Un posto magico e ammaliante; un enclave, un rifugio, fatto di un pugno di case e stalle abbandonate, di chiavi lasciate alle porte, di greggi che sfilano per i vicoli, di orizzonti sconfinati, di amici e personaggi indelebili, e……assoluta libertà!

Informazione del libro

Edizione : 1a

Anno pubblicazione : 2016

Formato : 15×23

Foliazione : 316 pagine

Copertina : morbida

Stampa : bn

Il libro è stato pubblicato ed è acquistabile su  ilmiolibro.it

Prefazione

Inizialmente, pensavo di cavarmela con un “Il presente libro è frutto di immaginazione; ogni riferimento a fatti e personaggi realmente accaduti o esistiti è puramente casuale!”, e chiudere così la questione, senza stare a lambiccarmi troppo il cervello.

Ma poi, mi sono reso conto che così facendo sarei venuto meno allo spirito di queste pagine.

Infatti, tutto ciò che leggerete, se ne avrete voglia e pazienza, è la realizzazione di un’idea nata da un’esigenza: l’esigenza di condividere!

Perché, come si legge in Tolstoj, “la felicità è reale solo se condivisa” ……anche per un semplice ricordo lontano, aggiungo io! L’intento, quindi, di queste pagine è proprio quello di condividere ricordi felici, anche se immancabilmente velati da un pizzico di malinconia e nostalgia, di fatti lontani, avvenuti in un’epoca spensierata ed innocente.

Il teatro delle vicende non poteva che essere Porciano: quell’enclave in cui ci si rifugiava nelle vacanze estive, fatto di un pugno di case e stalle abbandonate, di chiavi lasciate alle porte, di greggi che attraversavano i vicoli, di spazi sconfinati, di amici e personaggi indelebili, e immensa libertà. E il tempo era quello in cui ci si divertiva con un pallone spelacchiato, con una bici rattoppata, con un mazzo di carte consunte, e, in mancanza del resto, con la sfrenata fantasia, in cui gli amici si passava a chiamarli a casa, l’unica tv era un soprammobile in sala, il gelato era il ghiacciolo, il videogioco era un flipper malandato, e i giorni non avevano né nome né numero……ma mi sto lasciando già andare (Dio, come viene facile e naturale!).

Vorrei chiedere clemenza e comprensione a coloro che si ritroveranno protagonisti in prima persona, e a coloro che saranno semplicemente citati.

Chiedo comprensione qualora i fatti narrati dovessero risultare diversi nella propria memoria: ammetto di aver abbellito qua e là, e aggiunto inventando qualcosa nella trama; ma ciò, al solo scopo di coprire alcuni ‘buchi’ di memoria, e di dare al racconto un minimo di continuità e di forma narrativa.

Chiedo invece clemenza innanzitutto perché vi ho immortalato in queste pagine spesso a vostra insaputa (l’anonimato è comunque garantito, fatto salvo i nostri comuni conoscenti), e poi perché, per rendere al meglio l’atmosfera e le sensazioni provate, ho cercato semplicemente di riportare e di descrivere ciò che vedevano gli occhi di un ragazzino, senza filtri o ricostruzioni a posteriori.

In ogni caso, spero che chi di voi si scoprirà protagonista o semplice testimone delle storie che racconterò, o che si scoprirà ad averne vissute di simili, per ambientazione e dinamiche, possa beneficiare dello stesso effetto lenitivo che esse hanno avuto su di me, mentre tentavo faticosamente di metterle su carta.

E, soprattutto, mi auguro di cuore che la lettura possa far spuntare sul vostro volto un sorriso, magari un po’ nostalgico, ma comunque luminoso.

Dello stesso Autore : CASTRUM PORCIANI