Project Description

La tentazione di Giovanni

Farsa, senza atti, di una città che non ride e le prefiche della politica

Un Sindaco scrive due lettera alla città, un giornalista risponde mentre la popolazione rimane sorda e muta ai fatti che stanno accadendo nella casa del popolo. Così mentre le vicende si concludono come una classica commedia all’italiana, dove si fa tanto rumore per nulla, si riesce a scrivere una colorita pagina politica degna di un Istant Book da leggere tutto d’un fiato: LE TENTAZIONI DI GIOVANNI

Lidano Grassucci

Biografia
Lidano Grassucci, nato a Sezze nel  1961. Laureato in Scienze Politiche a La Sapienza di Roma, è giornalista  professionista dal ‘96.
Inizia a lavorare a Latina Oggi, poi fonda Il Territorio di cui è direttore, assume la direzione di Tele Etere.
Ha collaborato con Libero, Trotto e Sports’man, l’Opinione.
Ha pubblicato numerosi libri tra cui L’Arcinormale e Misteri Lepini.

Presentazione, Latina 20 Febbraio 2015

L’associazione culturale LIBERAMENTE presenta LE TENTAZIONI DI GIOVANNI, il primo istant book di Lidano Grassucci. Intervengono: l’autore Lidano Grassucci, Massimo Passamonti. Modera: Vittorio Buongiorno (caporedattore de Il Messaggero Latina)

Informazione del libro

Edizione : 1a

Anno pubblicazione : 2015

Formato : 11,4×17,2

Foliazione : 56 pagine

Copertina : morbida

Stampa : bn

Il libro è stato pubblicato ed acquistabile su  ilmiolibro.it 

Prologo

Così andarono i fatti, ma ci sono fatti? Ecco, questa storia è… niente. Perché un sindaco si è dimesso annunciando alla sua gente che il male e la tempesta erano sulla città e lui non aveva ombrello. Poi? Poi ha detto agli astanti di avere un ombrellone ed il cielo era bello.

E’ una storia italiana, di una città di provincia italiana dove batte forte il sole, per dirla alla Guareschi, e le testa si fanno calde di passione prima di questi fatti, ora vuote di niente. Perché nella storia, miei cari lettori, manca questo: la passione. Manca l’idea che un domani gli uomini di oggi siano protagonisti.

E’ una storia in cui siamo tutti, anche il narrante, piccoli. E’ storia di un paese che sta morendo, che pensa ancora all’”urbanistica” e mai di urbanità, di vita civile. E’ una storia incivile dove non c’è rispetto della recitazione di alcuno, dove non c’è che il silenzio delle strade di questa città così vuota che De Chirico ci metteva manichini, mai umani. E’ senza faccia, la città, e senza faccia puoi dire che siamo dentro una tragedia e poi confessare che era una farsa.

Signori questa è una storia di Georges Feydeau, di intrecci. Di stanze e porte che si aprono e chiudono, di amori politici come amori da commedia. Tutto qui. Ma è una brutta storia di una brutta politica?

Ma che, ancora Di Giorgi recita e rinascite civili, imprenditori con imprese più o meno intraprendenti si ingegnavano di cominciare a recitare.

Buon racconto e non ridete troppo, quello che racconto dei fatti è vero e pare di no. Questa città è piccola ed ha una malattia d’origine é nata vuota ed ora ha topini che la popolano. Confesso i fatti andarono così e nulla di quello che gli attori vi hanno detto era vero ma nulla, dico nulla, è mai stato falso. Perché ? E’ stato tutto ridicolo. Buon divertimento, buona lettura.